La riforma dei diritti dei passeggeri è approvata: cosa cambia dal 2027
Parlamento e Consiglio hanno approvato la revisione del Regolamento 261 a luglio 2026. Le tre ore restano, gli importi restano, il tempo per chiedere si accorcia.

Il Regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei è stato riscritto, per la prima volta dal 2004. Il Parlamento europeo lo ha approvato il 7 luglio 2026 con 646 voti contro 12, e il Consiglio ha dato il via libera finale il 13 luglio. Le nuove regole si applicheranno dall'estate del 2027.
Nei mesi scorsi hai forse letto titoli tipo "addio ai rimborsi". Non è andata così, e la notizia più importante è proprio quella che non è successa: la soglia delle tre ore è rimasta dov'era. Qui sotto trovi cosa cambia davvero, cosa resta uguale, e la sola cosa che ti conviene fare da subito.
Le date, e perché stavolta è diverso
Del rifacimento del Regolamento si parlava dal 2013, e per tredici anni non se n'è fatto niente: il testo restava fermo fra Parlamento e Consiglio. Le date di questa volta sono altre, e sono definitive.
| Quando | Cosa è successo |
|---|---|
| 7 luglio 2026 | Il Parlamento europeo approva la revisione, 646 voti contro 12 |
| 13 luglio 2026 | Il Consiglio dell'Unione dà il via libera finale |
| Estate 2027 | Le nuove regole diventano applicabili, circa dodici mesi dopo la pubblicazione ufficiale |
Quello che NON cambia, ed è la notizia migliore
Durante il negoziato si è discusso di alzare la soglia del ritardo da tre a quattro ore, e in alcune versioni fino a sei. Sarebbe stato il colpo più duro per i passeggeri: la maggior parte dei ritardi che oggi valgono una compensazione sta fra le tre e le quattro ore, e spostare l'asticella li avrebbe cancellati in blocco.
- La soglia resta a tre ore di ritardo all'arrivo. La proposta di portarla a quattro o sei è stata respinta.
- Gli importi restano 250, 400 e 600 euro, con le stesse fasce di distanza di oggi.
- Il ritardo si continua a misurare all'arrivo, non alla partenza.
Se non sai in quale fascia cade il tuo volo, il criterio è la distanza della tratta e non il prezzo del biglietto: le tre fasce spiegate con gli esempi.
Nove mesi per chiedere: il cambio che ti può costare i soldi
Oggi il tempo per chiedere la compensazione non lo scrive l'Europa: lo scrive ogni Stato, e infatti in Italia è contestato fra sei mesi e un anno, mentre altrove è molto più lungo. La riforma mette un termine unico europeo di nove mesi dalla data del disservizio.
Per chi vive in un paese dove oggi il termine è più lungo è un peggioramento netto. Per l'Italia è quasi un pareggio, e ha un vantaggio: finisce il pasticcio delle due tesi, e sai in anticipo qual è il tuo ultimo giorno utile. Come funziona oggi, e perché conviene comunque muoversi subito.
La compagnia dovrà scriverti per prima
È la novità che cambia di più la vita quotidiana del passeggero. Oggi, se non sai che ti spetta qualcosa, non chiedi niente e la compagnia non ha nessun obbligo di dirtelo. Dalla riforma dovrà farlo lei, e a spese sue.
| Obbligo nuovo | Entro quando |
|---|---|
| La compagnia ti manda le istruzioni su come chiedere la compensazione | 4 giorni dalla fine del viaggio |
| La compagnia paga, oppure ti spiega per iscritto perché rifiuta | 30 giorni dalla tua richiesta |
Il secondo obbligo è quello che pesa. Oggi le compagnie rispondono in otto-quattordici settimane, quando rispondono: un termine di trenta giorni scritto nella legge cambia il ritmo della partita, e cambia anche il momento in cui conviene sollecitare.
Quello che è stato tolto dal testo finale
Nelle prime versioni c'era molto di più, e vale la pena saperlo perché in giro si trovano ancora articoli che lo raccontano come se fosse legge: si parlava di un modulo precompilato che la compagnia avrebbe dovuto mandarti già pronto, e in alcune ipotesi perfino di un pagamento automatico senza bisogno di chiedere.
Nel testo approvato non c'è. La compagnia ti informa, ma il reclamo lo scrivi ancora tu, e la risposta può ancora essere un no. Quello che cambia è la velocità con cui quel no deve arrivare, non il fatto che arrivi.
E qui va detta la cosa scomoda: un no alla prima risposta è la norma, non l'eccezione, e la maggior parte delle persone si ferma lì. Cosa fare quando la compagnia dice no è il pezzo che dal 2027 conterà più di tutti gli altri.
Cosa cambia per te, in pratica
- Se hai un volo storto degli ultimi mesi, muoviti ora. Le regole di oggi sono più generose sul tempo, e dall'estate 2027 la finestra è nove mesi per tutti.
- Non aspettare l'email della compagnia. L'obbligo di informarti nasce nel 2027 e vale per i voli da lì in avanti: sui voli di adesso, se non chiedi tu, non chiede nessuno.
- Segna la data in cui scrivi. Vale oggi con le sei settimane indicate dall'ENAC, e varrà anche dopo, quando i giorni da contare saranno trenta.
- Se ti dicono no, non è finita. Il no si replica per iscritto, e l'onere di provare la circostanza eccezionale resta della compagnia, prima e dopo la riforma.
- Se non basta, esiste una strada gratuita prima del giudice: il tentativo di conciliazione. Come funziona e quando serve.
Un'ultima cosa sui soldi, perché la riforma non la tocca. Chi gestisce il reclamo al posto tuo a percentuale trattiene una quota di quello che recuperi, e la trattiene solo se vinci: sembra indolore proprio per questo. Ryanair scrive sul proprio sito che le società di gestione dei reclami trattengono oltre il 40% di un reclamo da 250 euro, e invita i passeggeri a fare la richiesta da soli.
Noi facciamo il contrario: un prezzo fisso, scritto prima, uguale qualunque sia la cifra che recuperi. L'analisi del volo costa 1,99€ e si scala dal prezzo della pratica, la lettera la mandi tu dalla tua email e la compagnia paga te, direttamente, quindi la somma arriva intera. Il listino sta qui.
Da quando valgono le nuove regole?
Dall'estate del 2027, circa dodici mesi dopo la pubblicazione ufficiale del testo. Fino ad allora valgono le regole attuali, comprese quelle sul tempo per chiedere.
È vero che la soglia passa da tre a quattro ore?
No. Era una delle proposte in discussione ed è stata respinta. La soglia resta a tre ore di ritardo all'arrivo, e gli importi restano 250, 400 e 600 euro.
Le nuove regole valgono anche per il mio volo dell'anno scorso?
No. Un volo di oggi si tratta con le regole di oggi. È anche il motivo per cui conviene non rimandare: dall'estate 2027 il termine unico di nove mesi renderà i voli vecchi irrecuperabili.
Se la compagnia deve pagare in 30 giorni, mi servirà ancora fare qualcosa?
Sì. La compagnia deve informarti e rispondere entro trenta giorni, ma la richiesta la presenti tu, e la risposta può essere un rifiuto. Il modulo precompilato e il pagamento automatico erano nelle prime versioni e nel testo finale non ci sono.
Le compensazioni per i voli cancellati cambiano?
Gli importi no. Restano anche i due elementi che decidono se la compensazione spetta per una cancellazione: quanto preavviso ti hanno dato e a che ora sei arrivato con il volo alternativo.
Da dove vengono questi numeri?
Dai comunicati ufficiali del Consiglio e della Commissione e dalle analisi degli studi legali, elencati in fondo. I dettagli operativi, cioè i nove mesi, i quattro giorni e i trenta giorni, non vengono ancora dal testo pubblicato in Gazzetta ufficiale: quando esce, questa pagina viene riletta riga per riga.
Da dove vengono i numeri
- 1.Consiglio dell'Unione europea, comunicato del 13 luglio 2026: via libera finale ai nuovi diritti dei passeggeri aerei
- 2.Parlamento europeo, comunicato di luglio 2026 sull'aggiornamento dei diritti dei passeggeri aerei
- 3.Commissione europea, Commission welcomes landmark agreement on revised air passenger rights
- 4.DLA Piper, Agreement reached on EC261 reform to strengthen passenger rights
- 5.Euronews, Inside the EU's bittersweet deal to update air passenger rights
- 6.Ryanair, Claims Management Companies: quanto trattengono le società di reclami



